Woody Allen, Robert De Niro e le icone del cinema sono i protagonisti di  “I love New York: fotografie di Brian Hamill”, la personale di Brian Hamill – fotoreporter e fotografo di scena che dagli anni ’70, ha lavorato sul set di oltre settantacinque film, di cui ventisei solo di Woody Allen – inaugurata lo scorso febbraio, frutto della rinnovata collaborazione tra Mantova Outlet Village e ONO arte contemporanea.

La mostra  composta da 60 scatti, presenta per la prima volta in Italia immagini tratte dai set di film come “Il migliore”, “Big”, “Una Moglie”, “Pallottole su Broadway”, “Stardust Memories”, “Sabrina”, “Il pasto nudo”, “La rosa purpurea del Cairo”, “La conversazione”, “Stato di grazia” ed “American Buffalo”. Dopo il successo di una prima retrospettiva svoltasi nel 2017 presso la galleria bolognese ONO arte, infatti, si è voluto allargare lo sguardo ad una più ampia produzione cinematografica, non solo quella di Allen, per offrirne una più completa lettura attraverso le testimonianze di uno dei suoi più prolifici reporter. L’esposizione, aperta fino al 22 aprile 2018 ad ingresso libero, è organizzata da e presso Mantova Outlet Village.

Partendo dal cinema di Allen, la mostra racconta, attraverso le foto di Hamill, la cultura newyorkese, e di conseguenza quella americana, a cavallo degli anni ’60 e ’80, un mondo di attori, musicisti e sportivi che hanno fatto innamorare di New York persone di tutto il mondo. Hamill non solo è riuscito a catturare lo spirito della città filtrato dal lavoro del regista, ma è stato anche protagonista della cosiddetta scena newyorkese ritraendo, con uno stile unico che non poteva non prescindere anche da un approccio personale e umano, i personaggi straordinari che hanno arricchito la città nel corso della seconda metà del XX secolo: Maryl Streep, John Lennon, Francis Ford Coppola, Brad Pitt, Johnny Depp, Robert Downey Jr, Mohammed Ali e ovviamente Robert De Niro – un altro New York addicted – immortalato da Hamill sul set di “Toro Scatenato” (1980) in immagini diventate ormai iconiche ed esposte in occasione di questa mostra al Mantova Outlet Village.

La prima volta che Hamill incontra Allen è sul set di “Io e Annie” (1977) il film che consacrò Allen tra i più grandi registi americani, vincendo ben quattro Premi Oscar. La pellicola segna una svolta fondamentale nel percorso artistico di Allen che nel film ha saputo raccontare il sentimento dell’amore e le sue contraddizioni come nessun altro era riuscito a fare prima di allora, non solo con sincerità e profondità ma anche con ironia, fattori che da lì in poi sarebbero diventati marchi di fabbrica del cinema di Woody Allen. Hamill non aveva mai visto uno dei film di Allen ma presto capisce che l’immagine pubblica un po’ nevrotica ed intellettuale che il regista e attore mette in scena, non è altro che quella di un personaggio di finzione, proprio da lì comincia un’amicizia che dura tuttora. Altrettanto presto il fotografo imparerà che Allen è un uomo di poche parole, incapace di fare complimenti, che non interagisce molto con i suoi attori e che al più canonico “cut” alla fine di una scena, sostituisce un laconico “okay”. Hamill ha seguito Allen lavorando a lungometraggi come “Io e Annie”, “Manhattan”, “Zelig” e molti altri, immortalando il making of di film che sono diventati delle pietre miliari del cinema contemporaneo. Sarà l’esperienza di fotoreporter a segnare il lavoro di Hamill sulla scena, ricco di attimi rubati più che documentati, e a cementare così la collaborazione con il regista. Il rapporto tra i due però prosegue anche dietro le scene e Hamill ci regala scatti privati di Allen ritratto nel suo salotto in momenti di vita quotidiana, o ancora nel suo studio mentre analizza le pellicole appena girate. Di lui Allen dice: “He’s got eyes in the back of his head. He knows what shots are important and he gets them, plus he’s got soul. He can compose, he can light, and he’s to the point.”

 

Contenuti: Courtesy @ Ono Arte / Mantova Outlet Village