HOME sta per casa. Casa della musica, casa del divertimento, ed è anche e soprattutto “casa” perché sotto ad un grande tetto a cielo aperto (che ha regalato gioie e dolori) hanno convissuto per 5 giorni tante persone di ogni tipo, le più diverse, giovani ed adulte, chi per prestare un servizio chi per goderlo.

Godere la musica, godere di una grande macchina che funziona e bene, perché l’obbiettivo di un anno di lavoro e di sacrifici(sono già state annunciate le date della prossima edizione per capirci), non ci pagano per scriverlo, è quello di realizzare un sogno, di vederlo diventare realtà, di vederlo vivere dalle migliaia di persona accorse.

Il maltempo ha in parte funestato questa edizione di HOME FESTIVAL, ricca di novità organizzative e forte di una line up trasversale capace di catturare un pubblico ampio, rendendo impossibile il regolare svolgimento del solo DAY2. Avremmo potuto parlare di una notte magica con pubblico in visibilio alle prime note di For What It’s Worth, ultimo singolo del cantautore inglese Liam Gallagher, già frontman del gruppo musicale degli Oasis, e la festa proseguire a colpi di french touch del duo elettronico JUSTICE ma rovesciando la medaglia avremmo anche potuto parlare di negligenza, di superficialità, di una tragedia annunciata come purtroppo se ne sentono sempre più spesso. Quindi a malincuore, tutti abbiamo perso qualcosa, la sicurezza viene prima di tutto.

Le polemiche stano a zero, le offese ancora meno, ci interessano le cose che ci hanno fatto sorridere, le emozioni che abbiamo vissuto, toccato con mano e soprattutto ascoltato.

Cosa ci ricorderemo di questa edizione 2017?

Che finalmente in Italia possiamo dire di avere un vero grande festival internazionale, non solo per gli artisti presenti ma anche per i servizi erogati: l’acqua potabile gratuita (utile ed onesta rivoluzione, i primi a farlo in Italia), il servizio di cashless, una campagna efficace sulla raccolta differenziata, trasporti ed accessibilità all’area efficiente nonostante i rigidi controlli di sicurezza imposti.

Che HOME è la casa di tutti. Vedere l’eterno e liftato Simon Le Bon, col suo giubbino in jeans bianco da fighetto, ed i suoi Duran Duran aprire il live con “The Wild Boys” nella stessa sera di un tridente elettronico dai denti affilati quali Soulwax, The Bloody Beetroots e Moderat fa effetto ma funziona, piace perché unisce sotto palco due, se non tre, generazioni differenti.

La maglietta rossa a rete di Faris Badwan cantante dei THE HORRORS.

Che lo STAGE HOME FUCK BAR nel DAY 1 poteva valere da solo un evento nazionale. I duo al femminile I’M NOT A BLONDE e al maschile WORA WORA WASHINGTON hanno regalato live potenti e coinvolgenti fin dalle prime ore, GODBLESSCOMPUTERS ha radunato pubblico come un main stage con la preview del suo prossimo “Solchi” presentato in versione live band, ISTITUTO ITALIANO DI CUMBIA capitanato dal mascherato Davide Toffolo (Tre Allegri Ragazzi Morti) ha fatto muovere i fianchi anche i più diffidenti del genere, vedi il sottoscritto.

Sentire DEMONOLOGY HIFI, SOULWAX e MODERAT in rigoroso ordine, nello stesso stage, è cosa per grandi, è goduria allo stato puro. Il duo Casacci/Ninja porta in scena un set chè un divertente mix tra i groove di questo nuovo progetto in cui spiccano i singoli realizzato con Birthh e Cosmo, e le radici Subsonica che escono al momento giusto per caricare il dancefloor. Soulwax e Moderat in un tendone (uno dei due da circo allestiti) stracolmo, con la temperatura alle stelle, si confermano due delle formazioni con i migliori live act in circolazione, provocando piacevole sudore i primi, devastanti nell’alternare potenti assoli di batteria (ben 3 presenti) a track del nuovo album e a brani storici quali Krack, E-Talking, Miserable Girl, Part Of The Weekend Never Day e momenti da pelle d’oca i secondi in un viaggione sulle note di New Error, Bad Kingdom, Rusty Nails.

I berretti da Capitano, con tanto di scritta “Venezia”, sfoggiati per l’occasione dai Fratelli Deweale.

I salti dal pianoforte del funambolico Bob Rifo, che gioca in casa, nel suo Veneto e si vede. Ormai è una rock star a tutti gli effetti, energia da vendere, il suo pubblico in visibilio a colpi di punk, metal, elettronica tra passato e presente della discografia Bloody Beetroots.

L’aria fresca e giovane respirata nel DAY3. Il futuro sono loro, giovani e giovanissimi con la loro cultura musicale a colpi di rap e pop all’italiana, che ci piaccia o no. Tutti nel main stage a cantare per i loro beniamini Fedez / J-ax e The Giornalisti, il cui Tommaso nazionale si concede un duetto con un altro nazionale, il Jerry. Girando lo sguardo e le orecchie poco più in là, si esibiscono Ex-Otago e i talentuosi Birthh, Mudimbi, Christaux l’altro volto della nostra penisola, quello meno patinato.

Il caschetto biondo sfoggiato da Tim Burgess, cinquantenne frontman dei The Charlatans.

Mentre fuori piove, al coperto nella ISKO tent stage, Vasco Brondi in arte LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA, regala cultura attraverso le sue canzoni, indubbiamente uno degli artisti più importanti nel panorama italico, il suo Terra uno degli album migliori del 2017.

Il DAY4 ci regala la bellezza composta ed elegante di Hannah Reid cantante dei London Grammar e quella frizzante e solare di Levante. Due donne, due live e generi distanti tra loro ma capaci entrambi di cattura il pubblico presente. Claudia è accompagnata dai fan in ogni sua canzone in una tenda stracolma, a significare chè davvero pronta per il salto tra il grande pubblico, Il trio britannico invece a cavallo tra dream pop e trip hop, nella loro unica esclusiva data italiana, presentano in modo perfetto, i singoli del nuovo progetto e tutte quelle perle che compongono l’album If you Wait (2013).  Sentire dal vivo Nightcall e Strong è indescrivibile, uno dei momenti più intensi di questo Home Festival. (clicca qui per la fotogallery completa del loro live)

La grinta e gli sputacchi di Manuel Agnelli frontman del gruppo alternative rock Afterhours. Speriamo non gli scappino anche ad X-FACTOR, oppure magari perché no, per vedere la reazione di Mara Maionchi.

Pete Doherty omaggia l’Italia indossando la maglietta Diadora della nazionale di calcio mondiali ’90. Notti magiche.

Il bacio tra Pete e Carl Barat, i due leader del gruppo indie rock The Libertines. L’ho visto solo io o l’avete visto anche voi?

Nel nostro soggiornare in questa grande “casa” abbiamo incontrato, e incrociato anche solo con lo sguardo, tante persone, tanti sorrisi, tante storie, tanti artisti che si sono esibiti. Tra questi c’è Matthew S, nome d’arte di Matteo Scapin, docente di produzione in Ableton, sound designer, Dj e producer, selezionato da MTV come Best New Generation Electro 2015 ed ora alle prese con la release del suo primo album che vedrà la luce quest’inverno grazie al sostegno degli utenti, attraverso una campagna di crowfounding sul famoso portale MUSICRAISER.

Ha vissuto in prima persona Home festival, ha avuto l’importante compito di esibirsi e chiudere la 5 giorni dello stage JACK DANIELS e ci ha raccontato qui questa sua esperienza.

Matthew Come descriveresti questa tua partecipazione ad HOME FESTIVAL?

Sono davvero onorato di aver partecipato come artista a questa edizione dell’HOME FESTIVAL, per me è stata un’occasione di crescita. Abituato a suonare in contesti più di nicchia, qui è stato differente, piacevole, perché ho provato a testare il mio genere con persone che non sono abituate magari ad ascoltarlo.

Chi o cosa ti è piaciuto di questa edizione?

Secondo il mio punto di vista come artista “Elettronico”, e per quello che ho potuto vedere in questi giorni, i London Grammar hanno saputo stupirmi per il loro stile e la loro presenza scenica.

Prima di salutarci, puoi svelarci qualcosa sul tuo nuovo progetto, nonché primo album?

Certo, il mio album “First” è un progetto nel quale ho voluto fortemente collaborare anche con altri artisti come ad esempio Francesca (cantante dei Landlord) e Leiner (ex cantante dei Dear Jack). Come in tutti i miei precedenti progetti ho creato un sound dove è possibile ascoltare più sottogeneri della musica Elettronica. Il disco uscirà a Novembre.

 

 

Credits: Ph. Marco Iemmi, tranne cover e pubblico day3 HOME FESTIVAL courtesy