Sempre più creativo e al passo con i grandi festival internazionali, GruVillage sposa per il terzo anno l’arte contemporanea e affida a uno degli street artist italiani più quotati al mondo il compito di lasciare il suo inconfondibile segno sulla manifestazione.

Il GruVillage 2017 viene raccontato in 45 secondi attraverso gli occhi e le atmosfere androideee di PixelPancho e di rs03 – robot snodabile 03. Il video, diretto dal regista e musicista Marco Testa, si nutre delle atmosfere post industriali che PixelPancho riproduce nelle sue opere, e presenta la line up del Festival.

I nomi degli artisti che si esibiranno sul palco del GruVillage compaiono su vari oggetti metallici e non, nell’officina in cui l’artista costruisce il robot, come se fossero ingredienti di un’antica pozione magica o elementi fondamentali di un progetto in costruzione. Il video, richiama l’immaginario gotico dei film di Tim Burton e delle illustrazioni di Edward Gorey, portando lo spettatore in un’atmosfera steampunk onirica, ma tangibile, fantastica, ma reale. Si rappresenta così l’anima più vera del GruVillage: nell’arena del festival il suono intangibile si trasforma in emozione pura, diventando colore e memoria. L’esperienza di un concerto regala così alla nostra vita la consistenza di una favola, un po’ reale e un po’ immaginaria.

L’artista PixelPancho, uno degli street artists italiani più conosciuti e apprezzati al mondo, firma anche il dipinto che diventa il fil rouge dell’immagine della 12 edizione del GruVillage.

Mademoiselle Le Gru” è questo il titolo dell’acquerello su serigrafia stampata a mano che diventa la leading image, il fil rouge di tutta la comunicazione e la grafica dell’edizione 2017 del GruVillage. L’opera, creata in esclusiva per il Festival, ritrae un robot dalle sembianze umane e femminili, vestito con abiti ottocenteschi, che stringe a sé una gru, immersa in un enorme bouquet di piante e fiori.
La raffigurazione di automi è il “marchio di fabbrica” di PixelPancho che fin dal suo esordio sceglie come protagonisti delle sue opere robot umanizzati che vivono in mondi immaginari popolati da riferimenti e citazioni sia storiche sia contemporanee. Queste figure “androidee” rappresentano la deificazione dell’uomo stesso. L’uomo è protagonista senza mai comparire in carne ed ossa, la sua pelle sensibile diviene ferro, il suo animo ingranaggio.  Nella serigrafia pensata per il Festival PixelPancho inserisce l’elemento animale: la gru. L’uccello è il simbolo di Le Gru e ovviamente del GruVillage: si pensa addirittura che il toponimo di Grugliasco – la città alle porte di Torino sede del Festival – faccia riferimento alle gru che un tempo sostavano nell’area durante le migrazioni stagionali. Un luogo che con il tempo non ha tradito la sua vocazione di crocevia e di incontro diventando il teatro di uno dei più apprezzati Festival estivi italiani. La gru, nell’arte, ha sempre rappresentato il simbolo della longevità e della creazione. In quanto uccello d’acqua è portatore di energia femminile. Associata alla “mademoiselle” robotica ne rafforza la sua identità e la potenza in un inno alla creatività.

fonte: http://www.gruvillage.com/arte