Lontana dall’intento di scrivere un masterpiece della letteratura italiana, ho voluto comunque riprendere dal buon vecchio Thackeray (e non da Marchetti, attenzione) la serialità delle narrazioni che si susseguono in Vanity Fair e su quella falsa riga costruire un altro tipo di storie.
Anzi, più che storie, le mie vogliono essere delle immagini che cercano di legare alla musica di un brano le sue possibili evocazioni di ambito stilistico, tale che, in questa fiera della vanità, a sfilare siano gli artisti vestiti delle loro note, dei colori invisibili che solo con un orecchio attento si possono percepire.
Sulla passerella della vanità, lasciamo che a succedersi sul catwalk (di artisti e musicisti), sia invece la nudità dell’indie.
SICK TAMBURO, Dementia
Il nuovo disco dei Sick Tamburo (foto di copertina) è un lavoro teso, nervoso, attraversato da un’urgenza che suona ancora necessaria: chitarre abrasive, ritmiche ossessive e testi che scavano nel disagio senza filtri. I Sick Tamburo tornano a a colpire, mantenendo intatta una cifra riconoscibile e coerente. Un album che lascia il segno.
SI! BOOM! VOILÀ!, SI! BOOM! VOILÀ!
Un debutto che suona come una fotografia fedele dell’alternative italiano contemporaneo: ruvido, diretto, figlio di una scena riconoscibile. Il progetto SI! BOOM! VOILÀ! mette insieme nomi importanti e un’urgenza sonora concreta, fatta di chitarre tese e dinamiche abrasive. Se l’energia non manca, la sfida resta quella di trasformare l’impatto in una voce davvero distintiva. Un disco che convince per attitudine e coerenza, più che per sorpresa, e che racconta bene un presente musicale vissuto senza filtri.
R.M. & The Imaginative Orchestra, Mosaix
Cinque tracce che si muovono come frammenti visivi e sonori, assemblati in un patchwork coerente dove dub, elettronica, hip hop old school e rock alternativo dialogano con un immaginario fortemente cinematografico. La cura maniacale per il suono diventa un vero e proprio linguaggio espressivo, mentre arrangiamenti stratificati e improvvisazioni guidate costruiscono scenari urbani, geografici ed emotivi. Mosaix è un lavoro che vive di dettagli, atmosfere e suggestioni.
MOOD, Transparencies vol.1
Un universo sonoro che fonde elettronica e attitudine rock DIY in un racconto compatto e visionario. Tra dance, techno, glitch e downtempo, il duo modenese esplora il concetto di trasparenza come purezza e possibilità di riscrittura del reale, trasformando il club in uno spazio politico ed emotivo. Un disco fisico e concettuale, che invita a guardare oltre la superficie e a immaginare nuove forme di libertà.
GALASSIA CLUB, EROI
L’EP si muove come un flusso emotivo compatto e coerente, attraversando overthinking, indecisione, rabbia e bisogno di connessione senza mai cercare soluzioni facili. Tra elettronica cupa, tensioni rock e aperture più luminose, i brani raccontano una generazione sospesa tra ruoli imposti e desiderio di autenticità. Dal loop mentale di Megabasso alla fragilità condivisa di Stai con me di fuori, l’EP costruisce un percorso intimo e viscerale, dove il conflitto interiore diventa materia sonora.
Marta del Grandi, Dream Life/ Shoe-Shaped Cloud
Il nuovo doppio singolo “Dream Life” e “Shoe-Shaped Cloud” di Marta Del Grandi è un assaggio potente e suggestivo del suo prossimo album Dream Life. L’omonimo brano esplora il salto tra realtà e sogno con una limpida chiarezza pop che resta sospesa tra aspirazioni interiori e mondi immaginari, mentre Shoe-Shaped Cloud scava nelle pieghe di una relazione sfumata in un paesaggio onirico, evocando immagini e sentimenti con un’intensità rarefatta e melodie che sfiorano una delicatezza fragile.
In playlist
prima stanza a destra, Infinito ASCOLTA QUI
Tutti Fenomeni, Vanagloria ASCOLTA QUI
Vikowski, Dedication ASCOLTA QUI
Planet Funk, Feel everything ASCOLTA QUI
VOV VOV!, Mr Burns/ Desert Land ASCOLTA QUI
TA GA DA, Another Love Song ASCOLTA QUI