Lontana dall’intento di scrivere un masterpiece della letteratura italiana, ho voluto comunque riprendere dal buon vecchio Thackeray (e non da Marchetti, attenzione) la serialità delle narrazioni che si susseguono in Vanity Fair e su quella falsa riga costruire un altro tipo di storie.

Anzi, più che storie, le mie vogliono essere delle immagini che cercano di legare alla musica di un brano le sue possibili evocazioni di ambito stilistico, tale che, in questa fiera della vanità, a sfilare siano gli artisti vestiti delle loro note, dei colori invisibili che solo con un orecchio attento si possono percepire.

Sulla passerella della vanità, lasciamo che a succedersi sul catwalk (di artisti e musicisti), sia invece la nudità dell’indie.

Tutti Fenomeni, Piazzale degli Eroi

“Insieme siamo stati felici a nostra insaputa / è più facile accettare il tradimento che restare da soli / Ogni scelta pessima alla fine sta parlando di noi”. Testi irriverenti e sarcastici, capaci di dire verità spesso scomode in modo così diretto da lasciare disorientati, e per questo colpire nel vivo con un’efficacia lancinante. Giorgio Quarzo Guarascio torna a fare quel che gli riesce meglio ovvero disegnare un suo personalissimo universo, fatto di combinazioni di frasi brillantemente spiazzanti, punchline destinate a incastrarsi nelle orecchie. Bentornato!

Ceneri, come ortiche nel cemento

Ceneri (foto di copertina) torna a sezionare la fragilità con una delicatezza che brucia piano, come fa la natura quando spunta dove non dovrebbe. Voci che sembrano respirare più che cantare, linee sonore che si aprono e richiudono come un diario. Ceneri racconta la vulnerabilità come un luogo abitabile, un posto sicuro in mezzo al caos.

DADAMATTO, Gli Innamorati

C’è una frase che apre la porta del nuovo disco dei Dadamatto: “L’amore è una religione e si fa con le persone”. Il resto del racconto è tutto lì. Dopo quattro mesi chiusi in una casa di campagna, con un asino come unico vicino e nessuna direzione obbligata nasce “Gli Innamorati”, un album intimo e indisciplinato che non punta necessariamente ad essere capito, perché un po’ come chi si innamora, non ne conosce subito il motivo eppure sa di esserlo.

Marco Giudici, Trovarsi soli all’improvviso

Marco Giudici esplora la solitudine con una delicatezza chirurgica: ma attenzione, non è la solitudine intesa come il distacco dagli altri, ma la separazione dai frammenti di se. Il suo lessico emotivo è asciutto, lontano dal sentimentalismo, e riesce a trasformare la perdita in creatività, in piccoli gesti e parole che sembrano dire “resta”. Giudici costruisce stanze comunicanti dotate di un’intimità rara.

Mood, NEW SON DON

I Mood tornano a giocare sul confine tra sperimentazione e pulsione pop. Un riff math alla Battles che diventa la miccia che accende un reggaeton alieno, fatto di synth distorti e bassi profondi, dove la voce di Brida ribalta i ruoli, le dinamiche e i desideri. Il brano diventa così un piccolo cortocircuito: sensuale, provocatorio, magnetico. Un tempio sonoro in cui l’io femminile diventa un rito di liberazione.

Leatherette, Ritmo Lento

Rallentare per perdersi e ritrovarsi, per riscoprirsi e liberarsi. Ritmo Lento è il terzo, sorprendente, capitolo musicale della band emiliana nato da un rallentamento, da una sospensione: “dopo anni di tour incessanti, ci siamo presi una pausa e abbiamo deciso di rimettere al centro la musica e le canzoni, senza preoccuparci troppo di etichette o sonorità.”
Il risultato è un album libertario e liberatorio, sfaccettato e inquieto. Un disco moderno e capace di catturare la tensione del mondo in cui viviamo, tra frenesia e pausa, nevrosi e respiro, desiderio di accelerare e bisogno di fermarsi. Un dialogo tra contrasti.

Hobby Solo, Saluto tutti

Salutare è salutare? Questo è ciò che sta cercando di scoprire DJ Pasta (già in circolazione con la storica band degli Amari, metà del dj-duo Fare Soldi) con il nuovo progetto solista Hobby Solo, imponendosi di vincere timidezza e pigrizia, salutando tutti, anche gli sconosciuti. “C’è sempre una buona scusa per non salutare, ma cosa succede se improvvisamente saluto tutti?” Se anche tu a volte ti fai problemi a salutare, allora questo è un pezzo pieno di buoni (e cattivi) propositi per te! (Come sempre) tratto da una storia vera!

 

In playlist

Juni, nero, attimo ASCOLTA QUI 

Core mato, Incredibly stupidly fighting myself   ASCOLTA QUI

Generic Animal, Devin Yu, Fight Pausa, Serpentine  ASCOLTA QUI

Sick Tamburo, Ho perso i sogni  ASCOLTA QUI

Lucio Corsi, Notte di Natale ASCOLTA QUI

Messiness, Messiness  ASCOLTA QUI

RBSN, Here ASCOLTA QUI