Giocare è una cosa seria. Lo sanno bene, che ve lo dico a fare, I Giocattoli, band che fa proprio, con orgoglio, il neologismo (nuovo sì, ma già tritatissimo) di it-pop, riversandone abbondanti dosi in Machepretendi. Tutto attaccato e tutto prodotto da Carota de Lo Stato Sociale e in uscita il 20 aprile per Giungla Dischi. Dato che di loro non sapevamo granché, li abbiamo prima intervistati, poi sottoposti al nostro fatidico test, che, stavolta, si aggira attorno al tema easy della psicopatia.

Prima di tutto: perché vi siete dati il nome I Giocattoli?

Perché ci piaceva il suo significato. Il giocattolo ha il compito di educare divertendo. Questo piccolo contrasto ci piaceva moltissimo e dato che anche con la nostra musica spesso usiamo musiche dinamiche con testi riflessivi abbiamo deciso che “I Giocattoli” era il nome perfetto per noi.

Qual è la vostra personale definizione di it-pop?

ItPop è per noi un pop alternativo con testi in italiano. Un’evoluzione dell’indie italiano che per forza di cose diventa pop (nella concezione di “mainstream”).

Qual è il sentimento più presente in Machepretendi

Nostalgia ed Amore senza dubbio.

Se doveste scegliere un pezzo-simbolo de I Giocattoli presente nel vostro album di debutto, quale scegliereste, perché e raccontateci com’è nato. 

Bill Murray. Perché è stato il primo singolo (estratto dal debut album) ad arrivare a più persone, che tuttora continuano a scriverci e seguirci. Il brano nasce dal desiderio di fuggire da una perenne monotonia rifugiandosi in immagini e situazioni surreali, pur sapendo che tutto ciò è impossibile.

Perché per voi, come per molti “millennials”, Bill Murray è un’icona, un idolo assoluto?

Non so. Forse perché da piccoli eravamo appassionatissimo di film come Ghostbusters e questo sicuramente ha influito nel far rimanere impressa la sua immagine. Ma a parte questo è un talento unico ed inimitabile. Bill Murray ha una cifra stilistica unica, è giusto che sia un’icona!

Siete d’accordo con Gazzelle, che in un’intervista sempre a Beatandstyle ha detto che “siamo un po’ tutti figli di Cremonini”?

Sicuramente già con i Lunapop aveva dato una svolta al pop italiano. Senza dubbio è il nostro artista italiano vivente preferito e sicuramente ha influenzato artisticamente la nostra generazione di musicisti. Ma per quanto riguarda il nostro progetto ci sono veramente tantissime influenze. Forse più di cantautori come Lucio Dalla, Luigi Tenco, Vasco Rossi e Ivan Graziani ad esempio, anche se dal nostro sound non si direbbe.

Quali sono le vostre radici musicali? Che cosa si ascoltava a casa vostra quando eravate piccoli?

Duilio: Quando ero piccolo casa mia è stata inondata da tantissima musica. Dapprima i miei genitori con artisti quali Queen, Ivan Graziani, Lucio Dalla, Mina, Modugno, Mia Martini, Gino Paoli, Pink Floyd e King Crimson per lo più. E poi grazie a mio fratello maggiore ho iniziato a scoprire grandissimi artisti moderni come i Radiohead, RHCP, White Stripes, Verdena e tanti altri!

Chiara: Sono la piccola di casa e da tutti ho ricevuto le influenze più diverse. In generale mio padre mi ha cresciuta a suon di rock tra Beatles, Led Zeppelin, Rolling Stones, Dire Straits, Pink Floyd, mentre mia madre mi ha trasmesso l’amore per la musica classica e per il cantautorato italiano di Battisti, Dalla, Rino Gaetano, Mia Martini.

Davide: A casa mia non si ascoltava molta musica ma i miei genitori mi hanno sempre incoraggiato e aiutato nel mio percorso musicale. Ho iniziato a suonare la tastiera all’età di 14 anni ma ho capito tre anni dopo che forse non era lo strumento ideale per suonare i Nirvana e i Red Hot Chili Peppers, così sono passato alla batteria.

Ernst: Da piccolo i miei genitori mi hanno cresciuto con Mina, Celentano, Venditti, Baglioni e Morandi. Crescendo grazie a varie amicizie ho scoperto diversi generi musicali ed adesso ascolto prevalentemente indie rock.

Come vi state preparando al tour (info: https://www.facebook.com/pg/igiocattolimusica/)? E che tipo di live volete presentare al pubblico?

Ogni giorno ci ammazziamo di prove per garantire uno spettacolo energico e dinamico. Vogliamo trasmettere amore, energia, divertimento e far saltare tutti con noi.

Diteci l’ultima cosa che fate prima di salire sul palco e la prima, non appena scendete.

Solitamente prima di salire ci sono sempre piccoli attacchi di panico e ansia. Ci guardiamo negli occhi e ci diciamo “amunì” (dai andiamo). Subito dopo essere scesi, se pur di rito, c’è sempre un abbraccio di gruppo. Siamo una piccola famiglia.

E ora il test. Per voi abbiamo scelto il test per capire quanto sei/siete psicopatico/psicopatici.

1. Esprimere i tuoi sentimenti è

– Difficilissimo

– Facile, se mi ascolta il gatto (Duilio, Ernst, Chiara)

– Perché, esiste qualcosa d’altro di cui parlare? (Davide)

2. Come definiresti la tua vita sociale?

– Inesistente se si esclude una solida amicizia con Netflix

– Equilibrata, esco nel weekend (Duilio, Ernst, Chiara)

– Credo di essere passato da casa un paio di volte questo mese (Davide)

3. Qualcuno che non ti sta simpatico ha una sfiga terribile

– (Stai sogghignando, dì la verità) (Duilio, Ernst, Davide)

– Per scaramanzia mi sprono a dispiacermi

– Lo chiamo subito e gli racconto le mie sfighe (Chiara)

4. Quando eri piccolo facevi cose strane?

– Assolutamente no, escogitavo piani per eliminare mio fratello e catturavo gatti come tutti i bambini.

– Sì, parlavo da solo, ma senza rispondere (Duilio, Ernst, Davide)

– No, salvo aver imparato a leggere a 4 anni e a suonare il piano a 5 (Chiara… no non è vero!)

5. Hai abitudini che a te sembrano normali ma per gli altri sono bizzarre?

– Non so perché, ma a tutti pare strano che ogni sera per addormentarmi io guardi la registrazione di una puntata di Ok il prezzo è giusto

– Sì, una, ma non vi dico che cos’è (Davide)

– Nessuna. Nessuno mi critica mai (Duilio, Ernst, Chiara)

6. In caso di emergenza

– Non vado mai in panico, anzi mi gaso (Davide)

– (sei già scappato) (Duilio, Ernst, Chiara)

– Qualcuno che mi ama mi salverà

7. Tu e la morale …

– Che noia mortale

– è personale (Duilio, Ernst, Chiara, Davide)

– è fondamentale

8. Se una persona soffre riesci a provare empatia?

– Non ho questo tipo di disturbo, per fortuna (Chiara, Davide)

– Abbastanza, ma più verso i personaggi delle serie (Duilio, Ernst)

– Soffro come se fosse successo a me perché tutto, in fondo, riguarda me

 

Risultato: Davide e Chiara sono la metà oscura de I Giocattoli, Duilio e Ernst sono persone piuttosto equilibrate; tutto questo, ovviamente, in via del tutto ipotetica, dato che i veri psicotici sono anche dei bugiardi clamorosi, quindi, cari ragazzi, rilassatevi: dovete guardarvi le spalle sempre, da tutti, finché carriera solista non vi separi.