Il concept di Retinopatia, primo ep “solista” del musicista (I Segreti) e compositore parmigiano Santona, ripercorre la struttura e l’immaginario curatoriale dei dischi di Mace, dove il producer costruisce un universo sonoro e invita vari artisti a interpretarne frammenti. La scala è ovviamente diversa in termini di budget e tipologia di produzione; mentre Mace lavora con artisti molto riconoscibili e generi diversi (rap, psichedelia, elettronica), Santona sceglie voci di nicchia o emergenti e appartenenti alla stessa galassia indie/lo-fi.
Questo rende il disco più simile a una mappa di micro-scene: ogni featuring diventa una variazione sullo stesso stato emotivo: alienazione domestica, relazioni fredde, introspezione urbana. Il titolo Retinopatia sembra quasi suggerire una metafora, vedere male, vedere sfocato, percepire la realtà attraverso filtri emotivi. I testi delle varie voci sembrano tutti provenire da punti di vista leggermente distorti o disillusi.
Il risultato è quello di un disco piacevole e sincero capace di toccare le giuste corde emotive e da ascoltare in loop come un flusso. Manca la ricerca della hit o del brano da playlist anche se alcuni passaggi (RA’ SUL) ne hanno la potenzialità, ma è davvero sempre necessario? Questo disco ci culla con un atmosfera bedroom-indie e allo stesso tempo suona come un invito ad uscire dalle nostre stanze (e social) e ritrovarci in un abbraccio, magari sotto il palco del live di un artista emergente.
VICINO A TE (con Alberi Alti)
L’apertura dell’ep può ingannare, le armonie dolci creano un’atmosfera apparentemente quieta, ma il brano, in maniera non esplicitata, parla del problema con l’alcool “Chiedimi perché non so stare bene vicino a te”
RA’ SUL (con Alfonso Cheng)
Un brano serrato, ipnotico che simula il ritmo di una camminata nervosa per la città, immersi nella solitudine.
STRANINORMALI (con Sembolo e Brughi)
L’unico brano acustico dell’ep, fotografa in maniera onesta e ruvida la triste condizione umana “Siamo soltanto umani, tutti nati sdentati”.
IN MEZZO A TUTTE QUESTE PAGINE
Intermezzo dell’ep è una rivisitazione dal brano Ombre già edito da Superbi, Santona. Una finestra sul passato.
ABITO AL FREDDO (con Superbi)
Un crossover tra mondo acustico ed elettronico, suoni duri e severi fanno da cornice alla situazione di abbandono emotivo di una storia finita.
COPERTA (con Tocka)
Il brano più dolce dell’ep, con sonorità e armonie alla “80’s Comedown Machine” degli Strokes. Fotografa un rapporto tanto intenso quanto incompiuto e la frustrazione che ne deriva.
GUARDA TE (con Tadornadiparole)
“Guarda te, sentirsi vivi è la cosa più simile alla morte” questa frase racchiude il senso del brano, un dolore così intenso da farti sentire vivo come non mai.
COPERTA REWORK (con Millow)
La bonus track dell’album, una rivisitazione in chiave elettro ambient di COPERTA, il punto di vista di Millow, dj sperimentale.