Dopo tanti anni passati a suonare e scrivere canzoni, le sfide possono diventare il motore del rapporto con la musica. E se è vero che ogni album è una sfida, alcuni lo sono decisamente più di altri. Temporale, il nuovo e sesto disco dei Gazebo Penguins, band reggiana (precisamente di Correggio) come buona parte della nostra redazione, diventata un’icona della scena indipendente italiana, è uno di questi.
Chitarre selvagge e neuroscienza, bassi belligeranti e filosofia della mente, sonorità prepotenti che incalzano teorie nietschiane, i Gazebo Penguins riescono come pochi a coniugare quel mix di punk post-hardcore ed emo-core che fa sudare e gridare a squarciagola, e testi che sintetizzano sentimenti e pensieri complessi in modo immediato e sferzante, senza mai perdere un’acuta profondità di lettura.
Temporale (via dischi sotterranei) è un concept album che parla del cervello, delle sue stratificazioni e del suo rapporto con il nostro Io. Lo fa in modo affascinante e al tempo stesso comprensibile, muovendosi con brillantezza – e assoluta cognizione di causa – tra neuroscienza e filosofia della mente. Lo si deduce fin dal titolo, che fa riferimento al lobo temporale, quella porzione di corteccia cerebrale che partecipa a tanti processi cognitivi, tra cui quelli legati alla comprensione del linguaggio parlato, al controllo e alla gestione dell’emozione e dell’affettività, alla memoria, all’ascolto e alla comprensione della musica.
Nove canzoni che, proprio come fa il nostro sistema nervoso, raccolgono input, lanciano segnali e li rimandano indietro, in un intreccio continuo e ricorrente dove ogni partenza si fa anche ritorno, e viceversa. Un propagarsi di riflessioni che riprendono Nietzsche e Putnam, la psicologia della Gestalt e Schopenhauer, interrogandosi su argomenti complessi e per nulla scontati come il confine tra realtà e percezione.
Argomenti che i Gazebo Penguins affrontano senza presunzioni e senza paura, mettendosi ancora una volta totalmente in gioco, anche nella scrittura dell’album. A differenza di tutti gli altri dischi della band, infatti, Temporale è nato in studio, senza aver mai fatto una prova dal vivo insieme ma aggiungendo parti in successione, lasciando sedimentare, riscrivendo infinite volte, modificando con il passare dei mesi e lasciandosi anche ispirare da canzoni e sonorità differenti che hanno raccolto in questa Playlist realizzata in esclusiva per i lettori/ascoltatori di B&S.
I Gazebo Penguins insomma vanno orgogliosamente e ferocemente controcorrente, alla ricerca di quelle sfumature che aggiungono valore e autenticità alla vita e lo fanno anche – e ancora più forte – dal vivo, con il tour organizzato da Pentagon Booking che dopo esser partito dal Circolo Magnolia di Milano prosegue il 9 maggio al Viper Theatre a Firenze, il 10 al Locomotiv Club a Bologna e il 17 al Dong Music Club a Macerata.
foto credits @ Gio Fato