Il progetto è un esperimento di Eva Geatti, Nicola Toffolini e Marcello Batelli, dentro la musica: un disco di otto canzoni pop dal titolo COSMESI FA UN DISCO, interamente suonate, scritte e cantate da due artisti visivi e performer che non hanno mai suonato uno strumento. Il vinile è distribuito dall’etichetta discografica Sangue Disken di Barnaba Ponchielli.  La performance porta i pezzi del disco al pubblico, suonati da Cosmesi, per nulla in grado di suonare i propri stessi pezzi. In questa incongruenza, le timidezze e gli inciampi dei performer, i buchi di silenzio..tutto si carica di una sfocatura. Un travestimento. Una miscela impossibile. Ignorare i limiti. Fare finta.

Abbiamo chiesto agli stessi artisti di raccontarci traccia dopo traccia il loro lavoro che vi facciamo ascoltare qui, e vi consigliamo caldamente di non perdervi il loro show Cosmesi fa un roof concert Centro Sociale Anziani A. Franchini in Via Montevecchi (Sant’Arcangelo di Romagna) domenica 14/07, ore 21.30 – all’interno di Santarcangelo Festival.

Dro Mar 7th
Sono fegatelli questi pezzi con le date, improvvisazioni che non si possono usare perché si autoconcludono, perché sono irripetibili visto che non sappiamo come accordare gli strumenti o risuonare un pezzo. Questo in particolare sono Eva e Nicola che battono sui tamburi a 10 metri di distanza l’uno dall’altro, coi microfoni al centro delle Mezzelune di Dro, 30 metri di lunghezza: un quarto d’ora di riverbero, volume e disagio e poi, all’improvviso, il sync.
(continua…)

Tarzan Monkey
Questo testo lo abbiamo scritto per gli inconsapevoli. Cita (importante attrice scimmia) non sapeva di essere un’importante attrice scimmia. Boh, da una parte c’è un tremendo sfruttamento, dall’altra c’è un’esperienza fuori dal comune, una vita incredibile ai nostri occhi, e certamente anche ai suoi. Che incredibile personaggio Cita. Un po’ l’incarnazione di un sogno di molti, vivere così insieme agli animali.
Marcello lo definisce il primo ritornello pop mai scritto da Eva, only bananas, una sola nota di basso, le scimmie ammaestrate.

Pay to get in
E’ dedicato al nostro amico e produttore del disco Marcello ed alla mia assistente Gwendy. E’ un po’ nichilista volendo..si tratta di spronare qualcuno ad uscire di casa per trovarsi nel mondo che in realtà ti macina con un megacapitalismo. Dai!! Tagliati la barba, vestiti da troia, esci di casa correndo e vai a ballare: e paga, paga ogni cosa!
Il nostro producer Marcello dice che se non fosse venuto fuori questo pezzo, un pomeriggio un po’ dal nulla, molto probabilmente il resto del lavoro non avrebbe preso questa direzione: mentre Eva improvvisava le prime take uscivano delle linee vocali che mi ricordavano gli U2 e non c’era niente di più incredibile di Cosmesi che fa gli U2.

Dro Mar 13th
Questi benedetti fegatelli portano il nome del posto dove stavamo provando e la data. Ognuno di loro ci ricorda un po’ da dove partono quelle che poi sono diventate canzoni
Lo slowcore è la vera anima di questo disco! 🙂
(continua…)

173 Kg
Volevo solo dire che non riuscivo ad alzare la valigia e venivo presa in giro. Mi sembrava un buon ritornello sessista da cantare. Ma poi ho pensato che lì dentro quella borsa c’erano i corpi dei miei ex fidanzati e mi sono sollevata: ho ricordato un po’ i giorni e le notti, le vacanze e soprattutto le cose belle. Ma questo non ha impedito che tutto finisse comunque male. Il testo racconta più o meno questo, quando ti metti a pensare alle cose e bruci un toast, quando non puoi alzare la valigia sopra la tua testa perché è troppo pesante.
Onestamente è TECHNOBLUESDISCOCOUNTRYMEGAMIX, insomma Cosmesi fa un genere!

I do not want
Noi dicevamo (mentre lavoravamo il disco) che le canzoni italiane pop sono oramai, per la maggior parte, degli elenchi..Evocative o insignificanti parole messe una di fila all’altra che formano un po’ un senso compiuto e un po’ una cosa moderna (attenzione!). Così Cosmesi ha deciso di fare una canzone elenco.
Nella prima parte del brano, Toffolini crooner e Geatti alla chitarra slowcore sono la soddisfazione del producer.
Nella seconda parte, invece, è più forte il ricordo di gente che urla parole chiusa in una stanza al primo piano di un condominio di Padova. È luglio, fa caldissimo e il disco è da mandare in stampa due giorni dopo.

Santarcangelo May 16th
Le prime improvvisazioni facevamo del gran casino oscuro a caso, ci dava moltissima soddisfazione, ci sentivamo quasi bravi. Così abbiamo deciso che il disco doveva essere fatto di canzoncine pop. Tutte con un inizio e una fine e un ritornello. YO. E questo è la saudade di un fegatello invernale.

Riverbed
Straziante!
Marcello dice che il pezzo che in qualche modo ancora lo affascina di più del disco, perché è uno di quei brani che nascono a metà lavorazione, un po’ faticosamente, e poi emergono in qualche modo riflettendo tutta la luce e la prospettiva del resto.
Comunque scritto e prodotto ascoltando Gwen Stefani in cucina da Eva con le finestre di carta velina e un freddo blu. Probabilmente senza la casa aristopunk del 138 di Santo Stefano, e la sua devastante malinconia non avrebbe quel ritornello.

Aries & the fox
In Aries & the Fox il surrealismo toffoliniano è ben restituito dal colossale lavoro di sartoria dovuto e necessario perché ogni sillaba fosse infilata esatta al suo posto.

Dro Jan 24th
Strumento madre del disco: i campanelli, sbattuti male bene a caso, frutto dell’insana collezione Geatti (campanelli dal mondo)
(continua…)

We all saw it in the movies
Nasce come in un dj-set ma sfugge a Marcello e diventa un duetto sanremese che è una cumbia insana forse, con immancabili campanelli e l’ukulele (addirittura) solista.
Vediamo le cose e le imitiamo, lo facciamo sempre da quando siamo bambini, lo facciamo tutti no? Diciamo nel testo che vogliamo fare tutto prima di diventare vecchi, che anche se siamo brutti possiamo andare a ballare lo stesso.

Dro Jan 23rd
..Ma quest..
..ma cos..? (Fine..)

George Clooney
Immagino una mattina George, che si sveglia nella sua villa milionaria sul lago di Como. Che apre le finestre della sua stanza (uomo bellissimo e stropicciato) guarda il sole. Mentre la sua donna delle pulizie canticchia la sua canzone.
OPPURE:
Immagino una mattina George, che si sveglia nella sua villa milionaria sul lago di Como. Che apre le finestre della sua stanza (uomo bellissimo e stropicciato) guarda il sole. Quando arriva correndo qualcuno del suo staff che innervosito gli fa sentire la sua canzone. Poi lui mi telefona per chiarimenti.
OPPURE:
Un giorno ho detto a M. che era bello con i capelli brizzolati. Mi ha risposto che lo sapeva, che adesso aveva il fascino di Clooney e che era un uomo! A quel punto io invece ho pensato che ho sbagliato, ed era un cesso spocchioso e tracotante, e i suoi capelli fascinosi non lo avrebbero salvato da questo.
OPPURE:
E’ solo Eva Geatti che prende a testate la french-touch e Nicola Toffolini che scopre l’amore per la slide guidar: niente di più giusto e sbagliato assieme.