Nelle tragedie greche il coro aveva un ruolo fondamentale, spesso diventava un vero e proprio personaggio funzionale alla trama. A volte dialogava con gli attori, altre era il portavoce delle riflessioni morali dell’autore. Tornando al nostro presente, tutti abbiamo una voce in testa che ci premia o ci castiga. Che ci supporta o ci riprende quando ci rendiamo conto di avere sbagliato. Alessandra Bosco è una cantante e songwriter, che usa la voce come ponte tra il visibile e l’invisibile, dando così vita a panorami sonori evocativi che prendono in prestito elementi del mondo sacro creando un immaginario fuori dal tempo.
Con Reia, un brano sul post-amore che oggi vi facciamo ascoltare in anteprima, Alessandra scatta una fotografia di quelle lande di confusione in cui ci si ritrova quando una storia finisce.
“Un amore più immaginato che vissuto”, ci racconta l’artista, “quasi un racconto mitologico tra due esseri che hanno attraversato mille vite insieme, in cui questa donna recupera la sua natura divina e primordiale, invitando il suo compagno d’anima a fare lo stesso, trasformando il dolore in forza, per essere all’altezza del sentimento che ancora li lega.”
E come in una tragedia greca il coro scandisce il tempo e guida l’ascoltatore attraverso la voce ipnotica di un’artista che merita un’attenzione particolare.

Crediti
Produzione: Kimerica e Alessandra Bosco
Registrato presso Peermusic
Mix e master: Kimerica
Edizioni: LineaDue Edizioni, Peermusic
Foto di copertina: Francesca De Nigris
Art Direction: Facciocosepunto