Sequoie Music Park torna con l’edizione numero 6, ad animare la calda estate bolognese. Dal 16 giugno al 23 luglio 2026, il Parco delle Caserme Rosse cambia veste e si trasforma, accoglie voci da ogni parte del mondo, KNEECAP, IDLES, Of Monsters and Men, Belle and Sebastian e tanti altri. Anche l’Italia molto presente, il ritorno sul palco di Caparezza con doppia data ed entrambe sold out, e i Litfiba che celebreranno sul palco il quarantesimo anniversario di 17 Re.
Quest’anno il tema della rassegna, e della playlist compilata in esclusiva per B&S da Ilaria Delmelo, è “A CHROMATIC FUTURE” per sperare che il futuro che ci attende sia un po’ più brillante. Un manifesto musicale, che con identità e resistenza, speriamo possa portare il nostro pubblico a prendere posizione in un mondo che sembra diventato scomodo e stretto. Vogliamo che gli artisti in questa line up trasformino il sottopalco in uno spazio libero, esplicito e identitario, con la persona al centro, con i propri sentimenti da esternare. Le persone devono potersi raccontare senza filtri, trasformando il proprio disagio in un coro collettivo di lotta, continuando a cantare ciò che qualcuno troppo spesso vorrebbe silenziare.
Alzate il volume, godetevi le voci, ascoltate e soprattutto sentite.
KNEECAP – Get your brits out
Ironici, irriverenti, imprevedibili. Toni espliciti, senza paure o giri di parole, ribadiscono sempre la loro posizione politica (Coachella 2025) Nascono dall’esigenza di rappresentare un’identità, per loro è fondamentale cantare in gaelico, per far comprendere ai giovani la cultura da cui provengono. Pezzo che parla da sé anche solo dal titolo, dichiarazione esplicita di resistenza culturale.
KID YUGI – Per il sangue versato
“Il cambiamento siamo noi, nessuno verrà a salvarci”
Il giovane che parla al giovane, che gli adulti imparino da questo. Agisci tu per primo, o nessuno agirà per te.
THREE DAYS GRACE – Never too late
Voce di una generazione che ha trasformato l’alternative metal in un grido di speranza. E il brano è proprio questo, speranza, resilienza e lotta contro i propri pensieri. C’è sempre una possibilità di salvezza e cambiamento.
BONUS TRACK: Riot – Non sei l’unico a sentirsi così, quindi Let’s start a riot!
OF MONSTERS AND MEN – Dirty Paws
“The forest that once was green, was colored black by those killing machines”
Canzone con un simbolismo molto forte, resistenza e il coraggio di lottare insieme.
MAC DEMARCO – Chamber of reflection
Viaggio introspettivo per la ricerca di sé stessi e di crescita, per poter riemergere “among the better men”
ALFA – Vai!
Vivetevi in pieno tutte le emozioni che avete, che siano belle o brutte. Servono per crescere e prendere consapevolezza della propria sfera emotiva.
SUBSONICA – Liberi tutti
Il brano è un via libera da tutte quelle catene che sono le convenzioni sociali e urla la voglia di vivere pienamente.
NU GENEA – Sciallà
Abbiamo un nuovo supereroe in città, che ci fa immergere in un mondo di spensieratezza, lontani dalle energie negative con il dovere di vivere felici.
FULMINACCI – Borghese in borghese
“Io canto la mia opinione così che si difonda
Sono un borghese in borghese, è così che mi nascondo”
Riprendendo un’intervista di qualche anno fa “analizzo in maniera distaccata me stesso, descrivendo la rabbia di chi non trova una coerenza e si domanda: ‘Io che sono un ragazzo qualunque posso fare il cantautore?’.”
IDLES – Danny Nedelko
“Fear leads to panic, panic leads to pain
Pain leads to anger, anger leads to hate”.
Non hanno paura di prendere una posizione, i loro brani ti ricordano che anche se il mondo si sta sgretolando, hai ancora la libertà di scegliere di essere una brava persona.
BONUS TRACK: Ne Touche Pas Moi
“Cause my body is my body
And it belongs to nobody but me”
MORAD – Normal
“De la calle, por eso soy glorioso”
Partito dai quartieri popolari, infanzia in comunità. Tutto tranne che facile. Nei suoi testi si racconta, parla delle sue esperienze e della sua quotidianità fatta di sacrifici ma con la consapevolezza di avercela fatta.
CAPAREZZA – La mia parte intollerante
Vent’anni di questa canzone, il ritornello che entra nell’orecchio ma con un testo che pochi vogliono afrontare e approfondire, che non vogliono guardare. È una metafora della rabbia scaturita dalla solitudine.
OPETH – Deliverance
Qui bisogna vedere l’insieme e la storia. Deliverance + Damnation, una sorta di “doppio album” che esplora la dualità dell’animo umano. La canzone in specifico racconta la liberazione dell’animo attraverso il caos.
FRAH QUINTALE – Nei treni la notte
“Voglio sentirmi più leggero”
Potrei essere un po’ di parte in questa scelta, è una canzone a cui tengo particolarmente, perché mi ricorda una persona. Mi lascia sensazioni di alienazione, tristezza ma anche consapevolezza di capirsi. È un ritratto di una generazione instabile, con una profonda fragilità relazionale.
BELLE AND SEBASTIAN – Get me away from here, I’m dying
30 anni di If You’re Feeling Sinister, secondo album della band di Glasgow. Racconta sensazioni di ragazzi con desideri di evasione, di trovare sollievo e liberazione dalle ansie della vita quotidiana.
TONY PITONY –
Artista di recente fama e molto controverso, ha un dualismo fatto di una voce pulita ma con una scrittura che parla da sé, usa il cattivo gusto come forma di sabotaggio culturale. La sua lotta, più che a parole è performativa. Devo essere sincera, qui la scelta di canzone non c’è, mi sono trovata spiazzata. Possiamo prendere alcuni brani e parafrasarli, si parla di mascolinità tossica, critiche al conformismo, satire forti alla cultura pop e ai mass media.
INTERPOL – NYC
È la città che ti cura o sono le persone che la vivono che ti fanno bene? Me lo sono sempre chiesta. Tutti hanno un luogo dove si sentono sicuri, che amano e che vogliono proteggere, ma è veramente il luogo fisico o le persone che lo abitano?
In questa lettera alla città, Paul Banks esplora il contrasto tra energia della metropoli e senso di solitudine.
LITFIBA – Oro nero
È l’anno degli anniversari per Sequoie, qui si festeggiano quarant’anni di album, ma nonostante di decenni ne siano passati, purtroppo il rapporto di questa canzone con la quotidianità non è cambiato. Già nel 2013 con La Stampa: “La violenza che una volta colpiva la nostra fantasia adesso è cresciuta ed è reale”
Immagini metaforiche di guerre, religioni ed etnie, la corsa al famoso oro nero, che sporca tutto con il sangue.
LUCHE – Qualcosa di grande ft. Madame
È una canzone-dialogo, due prospettive che si parlano, si raccontano e prendono atto di quanto sia dificile dimenticare, di quanto nonostante molti legami lasciano un segno indelebile, l’allontanamento lascia soferenza, ma con consapevolezza.
Personalmente, arrivata alla mia quarta edizione della rassegna, sento un legame speciale
con Sequoie. È un lavoro lungo mesi, fatto di corse, di idee e di rapporti. È un periodo
dell’anno che aspetto con ansia, quella buona ovviamente, perché si creano legami nuovi, si
raforzano quelli già esistenti e si cresce. Sì anche a trent’anni si cresce ancora!
Spero che in tanti possiate venire in questo luogo magico e che proviate anche solo un
briciolo delle emozioni che provo io.
Maggiori info e biglietti su sequoiemusicpark.com