“L’armonia che si contrappone al brusio del contemporaneo, l’essenziale che torna protagonista facendosi spazio nella frenesia del quotidiano”, 1000 Smiles, il nuovo album del produttore e polistrumentista Alsogood, vede tornare il musicista – dopo il debutto con Elsewhere (Island Records, 2024) e dopo numerose pubblicazioni e collaborazioni internazionali – con un lavoro che dà voce appunto a un’esigenza precisa: affermare l’armonia in un’epoca dominata dal caos digitale e dalla velocità, mettere al centro la gratitudine intesa non come atto di cortesia o formula di rito ma come postura, come approccio che permette di setacciare l’esperienza quotidiana per estrarne bellezza.
Ne nasce un album armonioso, elegante, raffinato, un lavoro organico dove influenze black, atmosfere mediterranee e spiritualità ritmica brasiliana incontrano la libertà del jazz contemporaneo europeo e suggestioni elettroniche. A guidare il tutto, una libertà compositiva comune a due generi apparentemente distanti, come hip hop e jazz, fonte di ispirazione continua.
Dieci tracce, scritte da Alsogood e realizzate interamente con la sua band tra Milano e Vicenza, che come ci racconta in esclusiva TRACCIA DOPO TRACCIA non si limitano a esplorare nuovi territori sonori ma definiscono un vero e proprio posizionamento estetico. A impreziosirle due collaborazioni di grande rilievo: quella con il produttore e polistrumentista canadese Datsunn, punto di riferimento mondiale della soul-beat community in Beautiful Things e quella con Johnny Marsiglia, tra i più stimati rapper italiani, che in 2.30 arriva a dar voce ai pensieri che hanno plasmato il disco.
Ho scritto ogni brano con l’intento di tradurre in musica quella sensazione di calma che è al centro di 1000 Smiles. In mezzo al totale caos che ci circonda, una sessione in studio si trasforma in uno spazio di luce. È stato un processo di sottrazione e rifinitura durato diversi mesi: dalla scrittura dei temi alla cura degli arrangiamenti l’obiettivo è stato mantenere una pulizia sonora che valorizzasse ogni sfumatura. Fondamentale è stato il contributo di Simone Tornaquindici che ne ha curato il mix garantendo quella nitidezza necessaria a far emergere il calore delle composizioni.
- Feliz La traccia che racchiude l’anima dell’intero album, l’ho scelta infatti come singolo. Costruita attorno a un sample di un singolo accordo di chitarra ispirato alle calde atmosfere della bossanova, si sviluppa su due temi che ho scritto e che reputo speculari ed eleganti: il primo che ho affidato alla voce avvolgente di Karhys e l’altro al sax di Callum Connell. Credo sia il perfetto biglietto da visita del disco.
- Retronotte Uno dei brani a cui sono più legato. Immaginate una notte blu, nostalgica e cinematografica. Musicalmente si muove su territori jazz contemporanei, guidata da un tema tanto semplice quanto magnetico, capace di fissarsi nella mente dell’ascoltatore fin dal primo ascolto.
- Beautiful Things Nata inizialmente come traccia interamente strumentale, ha trovato la sua forma definitiva grazie a Datsunn. Tutti lo conoscono come un grandissimo producer, ma qui dimostra di essere fortissimo anche dietro al microfono. Il risultato è un jazzy beat con un brano dalle influenze Motown, super positivo e contagioso.
- Libero Grande Un pezzo dal sapore classic jazz, retrò e perfetto per un viaggio, arricchito da influenze e suoni globali. Piccola curiosità: sotto il tema dei fiati c’è il campione della ventola del mio bagno, era perfettamente in tonalità con il pezzo e mentre producevamo questo brano con Alessandro non abbiamo potuto fare a meno di usarla!
- Città Del Sole Il titolo omaggia il capolavoro del filosofo Tommaso Campanella, ma per me è anche un tributo a Reggio Calabria, la mia città. Volevo catturare quell’atmosfera spensierata da 25 gradi all’ombra per tre quarti dell’anno: un pezzo felice e solare, dove chitarra e sax fanno da assoluti padroni.
- 2.30 am L’episodio più cupo dell’album, realizzato insieme al mio amico Johnny Marsiglia, uno dei migliori rapper in Italia. È un jazz hip hop scuro, notturno, che ospita barre davvero sentite da parte di entrambi. Il messaggio del testo è forte, ma preferiamo lasciarlo all’interpretazione di chi ascolta.
- 1000 Smiles La title track, che ha rischiato clamorosamente di essere scartata. Era nata per ospitare un featuring vocale che poi non si è concretizzato, ma la amavo troppo per lasciarla nel cassetto. Ci ho lavorato con pazienza alla fine del percorso, creando un pezzo ibrido che unisce elettronica, suoni acustici col mio classico approccio nostalgico.
- Estate Il titolo dice tutto, anche se all’inizio era uno dei brani che mi convinceva meno. La magia è scattata in fase di arrangiamento: sistemando la sezione ritmica e i fiati il pezzo è letteralmente decollato, diventando uno degli episodi più apprezzati dell’intero lavoro.
- Runnin Qui il contemporary jazz si fonde in modo totale con la musica elettronica. È una traccia che sta girando moltissimo sulle radio inglesi, dove questo tipo di sonorità ibride e fresche è molto valorizzato. Un bel momento del disco posizionato verso la fine.
- Waiting for you Il perfetto outro per questo viaggio. Una traccia nostalgica ed emozionante, completamente priva di batteria. Vive della pura astrazione di due temi: uno di fiati e uno vocale: astratti, pensierosi e sospesi, che chiudono il sipario sul disco in modo intimo e profondo.
Cover photo @ Enrico Dalla Vecchia