In una fredda serata di fine ottobre, si sono susseguite due cantautrici che hanno rappresentato insieme il perfetto connubio soul di cui tutti gli spettatori presenti all’evento avevano bisogno, scaldandone gli animi: sto parlando di Yazmin Lacey con il supporto dell’opening act in full band di Arya. Il concerto, presentato da Apple Music e facente parte della serie di eventi del JAZZMI Festival, si è tenuto il 29 ottobre al Teatro San Babila, nel pieno centro storico di Milano, un teatro boutique in cui non sono di certo mancati l’affetto, l’effervescenza e l’attenzione del pubblico in sala.

Il concerto è stato aperto da Arya, cantautrice milanese di origini venezuelane, promessa italiana del soul e del R&B: insomma, la persona perfetta per aprire il concerto di un’artista come Yazmin Lacey durante il festival di musica jazz più importante di Milano. Durante il suo opening act, Arya ha performato per lo più dei brani estratti dal suo ultimo album “Pronto”, disco autoprodotto e pubblicato nel febbraio 2026, tra cui “Sono in un van”, “IKYK” e “Onda”, e alcuni singoli, tra cui “Si potesse tornare”, assieme alla cover del brano “Godspeed” di Frank Ocean. Ha inoltre annunciato dei nuovi progetti in corso per il prossimo febbraio, in vista dell’anniversario del suo album in studio, e presentato un nuovo singolo, dal titolo “Chi sei davvero”: questa canzone lascia indagare sulla propria identità e che racconta i momenti di maggiore crisi personale vissuti da una grande fetta della nostra generazione. Ritengo che sia una canzone molto toccante e, vista l’enfasi che Arya ha espresso nell’esibizione, coerente con lo stato d’animo di molti, saturo di forti incertezze. In seguito, con un discorso ove contrappone la sua personale visione della musica con le logiche di mercato dell’industria musicale e la percezione di quest’ultima da parte degli ascoltatori, è stato introdotto il brano “Non fa per me”.

A esibizione terminata, il pubblico era decisamente pronto ad accogliere Yazmin Lacey sul palcoscenico del teatro. La sua performance ipnotica tra melodie soul con influenze pop e il suo aspetto quasi soave ha tenuto il pubblico con gli occhi puntati totalmente su di lei.

Un inizio con il brano “Bad Company”, tratto dal suo primo album in studio “Voice Notes” (2023, per Own Your Own Records, su licenza esclusiva di Believe), lasciando che le vibrazioni della sua musica ammaliassero i presenti in sala. Ha alternato canzoni, nel corso delle sue performance, tratte tanto dal disco sopra citato quanto dal suo secondo album in studio “Teal Dreams” (2025, per AMF Records), come “Longest Way Around” e “Love Is In The Ghetto”.

Yazmin Lacey, concludendo ogni performance, ha trasmesso la sua gratitudine a essere presente al festival quella sera e di star cantando di fronte a un pubblico così partecipe e coinvolto. Non ha infatti perso l’occasione di esibirsi con un nuovo singolo, “Sweetest Season”, uscito lo scorso giugno, e con la cover del brano “Wish I Didn’t Miss You” di Angie Stone, che hanno riscontrato grande piacere e approvazione dal pubblico.

Nonostante tutto, i momenti di maggiore partecipazione e impatto dei fan sono stati, secondo me, alla fine del concerto. Alle canzoni dall’andamento più jazzy cantate fino a questo momento (quali, per esempio, “Crutch”, “Morning Matters” e Wallpaper”) si sono successi brani più movimentati, incalzanti, che preservavano sì l’anima soul della cantautrice, ma ne evidenziavano l’influenza pop. Questi brani sono stati “Summer haze”, che ha affermato essere il suo nuovo singolo preferito, e “Ain’t I Good For You”. Durante questo pezzo – degno di nota menzionarlo – tutti gli spettatori si sono alzati in piedi, ballando, sincronizzando le proprie energie con quelle di Yazmin Lacey, unendosi tutti in festa in conclusione di un’esibizione ineccepibile.

Da questo evento, dall’accostamento di Arya a Yazmin Lacey al Teatro San Babila, speravo di trovare qualcosa di nuovo e fresco e che rendesse giustizia alla musica jazz e soul contemporanea e al JAZZMI. Posso dire senza dubbi che tutto questo è avvenuto in modo inequivocabile. Come riassumere questo concerto? Sicuramente così: gratificante, allettante, ipnotico.