Autore: Ilaria Rapa

Indie Fair: HÅN, Plastic Palms, I Hate My Village, Alfonso Cheng, Le Canzoni Giuste, Elasi

Lontana dall’intento di scrivere un masterpiece della letteratura italiana, ho voluto comunque riprendere dal buon vecchio Thackeray (e non da Marchetti, attenzione) la serialità delle narrazioni che si susseguono in Vanity Fair e su quella falsa riga costruire un altro tipo di storie. Anzi, più che storie, le mie vogliono essere delle immagini che cercano di legare alla musica di un brano le sue possibili evocazioni di ambito stilistico, tale che, in questa fiera della vanità, a sfilare siano gli artisti vestiti delle loro note, dei colori invisibili che solo con un orecchio attento si possono percepire. Sulla passerella della vanità,...

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Indie Fair: Vinnie Marakas, Iosonouncane, I Hate My Village, Il Mago del Gelato, GIURO

Lontana dall’intento di scrivere un masterpiece della letteratura italiana, ho voluto comunque riprendere dal buon vecchio Thackeray (e non da Marchetti, attenzione) la serialità delle narrazioni che si susseguono in Vanity Fair e su quella falsa riga costruire un altro tipo di storie. Anzi, più che storie, le mie vogliono essere delle immagini che cercano di legare alla musica di un brano le sue possibili evocazioni di ambito stilistico, tale che, in questa fiera della vanità, a sfilare siano gli artisti vestiti delle loro note, dei colori invisibili che solo con un orecchio attento si possono percepire. Sulla passerella della vanità,...

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Indie Fair: Coca Puma, I Hate My Village, Weird Bloom, Her Skin, Rbsn, Gaia Morelli

Lontana dall’intento di scrivere un masterpiece della letteratura italiana, ho voluto comunque riprendere dal buon vecchio Thackeray (e non da Marchetti, attenzione) la serialità delle narrazioni che si susseguono in Vanity Fair e su quella falsa riga costruire un altro tipo di storie. Anzi, più che storie, le mie vogliono essere delle immagini che cercano di legare alla musica di un brano le sue possibili evocazioni di ambito stilistico, tale che, in questa fiera della vanità, a sfilare siano gli artisti vestiti delle loro note, dei colori invisibili che solo con un orecchio attento si possono percepire. Sulla passerella della vanità,...

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Vasco Brondi all’Estragon di Bologna lascia il suo “segno di vita” con i live 2024

Si chiama “Un segno di Vita” il tour e l’album di fresca uscita dell’artista di Ferrara Vasco Brondi e ieri, 12 aprile, all’Estragon Club di Bologna si è realizzato uno dei riti laici meglio sentiti tra i live della scena indie attuale. Il concerto si apre con i Non Voglio Che Clara, band bellunese, guidati dalla sapiente penna di Fabio De Min e che hanno scritto anche loro delle fondamentali pagine della musica indipendente italiana degli ultimi vent’anni. Di recente pubblicazione l’album “MacKaye“, edito per Dischi Sotterranei, è come lo descrive De Min «uno sguardo rivolto al periodo della nostra tarda...

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Indie Fair: Santamarea, Vinnie Marakas, Cooper And The Night Owls, Puà, Cucina Sonora

Lontana dall’intento di scrivere un masterpiece della letteratura italiana, ho voluto comunque riprendere dal buon vecchio Thackeray (e non da Marchetti, attenzione) la serialità delle narrazioni che si susseguono in Vanity Fair e su quella falsa riga costruire un altro tipo di storie. Anzi, più che storie, le mie vogliono essere delle immagini che cercano di legare alla musica di un brano le sue possibili evocazioni di ambito stilistico, tale che, in questa fiera della vanità, a sfilare siano gli artisti vestiti delle loro note, dei colori invisibili che solo con un orecchio attento si possono percepire. Sulla passerella della vanità,...

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