Lontana dall’intento di scrivere un masterpiece della letteratura italiana, ho voluto comunque riprendere dal buon vecchio Thackeray (e non da Marchetti, attenzione) la serialità delle narrazioni che si susseguono in Vanity Fair e su quella falsa riga costruire un altro tipo di storie.

Anzi, più che storie, le mie vogliono essere delle immagini che cercano di legare alla musica di un brano le sue possibili evocazioni di ambito stilistico, tale che, in questa fiera della vanità, a sfilare siano gli artisti vestiti delle loro note, dei colori invisibili che solo con un orecchio attento si possono percepire.

Sulla passerella della vanità, lasciamo che a succedersi sul catwalk (di artisti e musicisti), sia invece la nudità dell’indie.


Nava ft. 555n, Issues

Connubio perfetto tra il terrestre e l’alieno, sì, perché quello di Nava (foto di copertina) è uno stile che proviene a tutti gli effetti da un altro pianeta. Lo conferma la scelta dei materiali dei suoi outfit che passano dalle trasparenze fino ad arrivare a dei fogli vitrei che ricordano le squame di una (come lei stessa si definisce) Ninfa Aliena. In “Issues”, singolo estratto dal nuovo EP N130A pubblicato per Oyez!, tutte queste propensioni stilistiche convergono nella predilezione di suoni elettronici che si mescolano a voci semi robotiche.

Ibisco, Seduci

Ambientazioni dark e sempre uggiose, stavolta illuminate da luci a neon: siamo dentro il nuovo singolo di Ibisco, “Seduci”. Un nuovo capitolo che però si lega, come in un eterno continuum, ai lavori precedenti. Tutto parte delle emozioni e con quelle Ibisco plasma anche la sua musica, attraverso il racconto meticcio e ibrido della condizione umana.

Tucci, My Cave

Una luce che dall’alto irradia l’uomo al centro della cover di “My cave”, il debut album di Tucci. Suoni distorti che richiamano allo shoegaze, mood onirici e allo stesso tempo psichedelici sono alla base delle quattro tracce che disegnano il contorno della grotta tutta personale (eppure così universale) di Tucci, che riprende a sua volta il mito della caverna: è nell’arte la chiave per la verità.

Elena Piro, Mignolo

Si spoglia del “giubbotto”, dal primo singolo, Elena Piro, rimarcando però lo stile semplice eppure alternativo, che ricorda a tutti gli effetti quello (forse anche un po’ prototipico) del “ragazzo fuori sede a Bologna”. Cliché a parte, Elena Piro si fa conoscere per quella che è, nel suo stile cantautorale delle cose piccole, che per questo non sono meno importanti, ma anzi è proprio per questo motivo che diventano le più preziose.

Livrea, Il Canto del Villaggio (ATTO I- ATTO II)

Reminiscenze R’N B si uniscono ad una volontà di far riemergere gli elementi della tradizione popolare nel nuovo lavoro di Livrea. Stiamo parlando di “Il Canto del Villaggio”: le figure sulla copertina ci rapiscono l’attenzione con i loro abiti della tradizione popolare; eppure, allo stesso tempo ci straniscono perché si discostano dalla sperimentazione, più contemporanea, dei brani presenti nell’album. Un lavoro che però non ci nega lo stupore ascolto dopo ascolto.