Il nuovo album di LupoFiumeLeggenda ci restituisce un artista più disincantato, forse, ma onesto e sincero, ancora fedele ai suoi sogni, perché diciamocelo, se c’è stato un momento in cui fare musica itpop era un rifugio sicuro che ti garantiva attenzione e pacche sulle spalle oggi richiede una dose di coraggio e schiettezza in più. L’intento è chiaro: non miri ad una nicchia di persone, vuoi raggiungerne il più possibile, perché parli in modo diretto delle emozioni che viviamo giorno dopo giorno, non c’è trucco e non c’è inganno. E questo Nicolò lo sa fare molto bene, è l’amico che non sapevi ancora di avere, che saprà trovare la frase giusta per riaccendere i tuoi sogni. E forse è anche per questo che il disco si chiama come una formula magica: ABRACADABRA (La Crème Records, distribuzione Virgin Music Group Italy).

L’abracadabra in realtà è un talismano contro i mali. Forse lo aveva al collo il “Nuvolari” di Dalla, poco prima di schiantarsi. Di certo lo portavano i contadini lucani in “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi. Ma, senza troppe elucubrazioni, l’abracadabra resta soprattutto una formula a cui affidarsi per difendersi dai mali lontani, inevitabili e sempre in agguato nella vita di tutti i giorni. Ogni brano del nuovo disco esplora un territorio emotivo differente, mescolando atmosfere, generi e colori sonori con una naturalezza che sorprende e coinvolge. Abbiamo chiesto a Nicolò di raccontarcelo traccia dopo traccia!

OCCHI PANTERA
Traccia di apertura e focus track del disco, per me è un po’ il mio pezzo a la “Ligabue”, con tutto il rispetto sia chiaro.
Il brano è una dichiarazione di intenti “ho visto sorgere una luna nera, le ho fatto gli occhi pantera”. Non nego che c’è un po’ di retorica in questo pezzo, ma è la prima volta che scrivo un brano su questo stile, concedetemela dai!

COSÌ IMPORTANTE
Secondo me è la traccia perfetta da mettere dopo “Occhi Pantera”. “Così importante” è un brano pop che strizza l’occhio al Vasco in versione funky di “Amore aiuto”.
Il testo scanzonato e volutamente semiserio racconta una dinamica di coppia: quanto è importante la semplicità? La capacità di relativizzare e dare a tutto il giusto peso? Ok, il mondo è una polveriera, ma io e te siamo qui adesso e se mi lascio sommergere dai problemi e dimentico di stare bene non sto facendo niente per migliorarlo, anzi.

CURARO +++
Una delle mie canzoni preferite di sempre, soprattutto perché la sento mia anche se in parte non lo è. Il testo è quasi tutto di Gilio, storico chitarrista di tutte le mie band fin da ragazzo.
Ne abbiamo fatte varie versioni negli anni e forse questa non è nemmeno la mia preferita… Penso sempre che avremmo potuto farne una versione ancora diversa, ma ormai è uscita, ai ragazzi piace e tant’è.
Il refrain mi ha risuonato in testa nei giorni grigi ed in quelli azzurri per così tanto tempo… Le voglio bene

APPESI ALLA LUNA
Verdefortuna, appesi alla luna!
Ecco “Verdefortuna” è il nome di un esercizio commerciale, forse una lavanderia o un negozio di fiori, in zona industriale a Piacenza.
Non chiedetemi perché sia finito nel ritornello di una mia canzone, devo aver pensato fosse una figata. Sono soddisfatto di questo testo, è stato un po’ un esercizio. Io metto sempre un sacco di parole ovunque, qui ho cercato di limitarmi un po’ nelle strofe, penso che il risultato non sia male.

BLU
La canzone del trentenne.
La canzone del trentenne quasi fallito
Sì, quasi, perché alla fine “so ancora sognare ci credi?!?”
Canzone in minore uguale canzone triste? Non questa volta.
Qui non c’è malinconia, solo la coscienza della propria esistenza (Sartre spostati proprio!) e soprattutto la serenità che ti da solo l’aver imparato a bastare a sé stessi.
Perché, come diceva Faber, “solitudine non è stare solo, ma non sapersi fare compagnia”.

MAGARI LA FELICITÀ
Questa è la canzone delle ipotesi, di ciò che avrebbe potuto essere e invece non è.
Racconta un’occasione persa, una vita di dubbi e un quasi-niente esistenziale che si risolve con una corsa sull’A14 lungo i fianchi di Mamma Italia a ritrovare sé stessi, crogiolandosi in dolci malinconie e tramonti rivieraschi.
Cosa saremmo stati noi? Magari la felicità!
La risposta ognuno di noi la sa, ma forse è giusto non dirla a voce alta.
Linea vocale del ritornello da gruppo prog rock anni 70 tipo i Corvi o i Camaleonti e una tonnellata di effetto. Strano, ma per me funziona. Ultimamente la stiamo preparando per i live vestendola di un’atmosfera post rock che è una crema, ve lo giuro per davvero.

ELLA
Dovete sapere che in moltissime canzoni di questo disco i testi sono miei e le armonie di Santona (che comunque ha curato tutte le prod), ma qui è proprio 50/50: musica di Santona e testo di LupoFiumeLeggenda. La canzone era praticamente finita, serviva solo il testo.
Ella è una ragazza che il Santo conobbe anni fa a Berlino. Beh, gli ho inventato una serata insieme, immaginando una fuga in motorino nella campagna intorno ad una città industriale.
Il titolo è rimasto questo perché mi ricordava un po’ “Henna” di Lucio Dalla.
Poi “luna occhio di bue motorino in due” è una gran frase, scusate la spocchia

TORINO
La canzone dei Savoia.
No, scherzo: “Torino” è la canzone del lunedì mattina.
Penso che l’intero significato del brano sia riassunto nella frase iniziale “oggi è il fottuto lunedì e dovrei fare in fretta ad andarmene da qui, da questa routine”.

RESTA CON ME
A questo punto del disco sentivo il bisogno di avere un’atmosfera in più.
Il testo parla di me, sono io che non metto più la maglietta dei FASK (chissà perché poi) però mi manca pogare nei club.
Poi l’ho romanzata un po’ e soprattutto ho scelto di parlare di me al femminile. non sono mica il primo, Vasco lo fece con “Sally” scrivendo ben altro capolavoro!!!

L’ETA’ DELL’ORO
Questa è una traccia che ho scritto pensando a mio padre.
Questi anni spietati (cito i Negrita, una delle band della mia vita) mi mettono alla prova, mi testano su nuovi problemi, mi propongono nuovi vizi e nuove debolezze e crescendo sento sempre più forte il riferimento morale del mio vecchio, piccolo, ma solido come chi è abituato a concentrare le forze su di sé.
Ho sempre flirtato con i miei demoni, ma ho scoperto a mie spese che a volte se fai un passo di troppo cadi nel burrone. Quando risali sei forse una persona migliore, ma mica sempre si risale… Quindi bisogna stare attenti.
“L’età dell’oro” per me è una canzone sulla responsabilità insita nel crescere, sul conservare e conservarsi.

INDEPENDIENTE
Questa invece è una canzone che ho scritto dopo essere diventato padre.
Ad Ottobre 23 è nata mia figlia Bianca. La paternità non è stato certo un imprevisto per me, ma dopo il parto mi sono ritrovato in macchina a piangere di paura.
Arrivato in casa mi sono seduto al piano e ho scritto: “di sicuro non somigli a niente, il futuro che mi dai è per sempre”.

Così si chiude ABRACADABRA un disco sulla vita (che banalità oh!), la mia e anche sul futuro, che sembra scuro, ma forse c’è un bagliore, come una verdefortuna!

L’abracadabra è la formula per la salvezza.
La salvezza è la musica.
La musica è l’abracadabra.