“Serenata indiana” è il nuovo album di Tigri, un disco questo che somiglia più a un libro, se pensiamo agli svariati riferimenti intertestuali. Non a caso infatti, il titolo si ispira ad una poesia di Montale. Ammaliati dal dolce indie pop di Tigri gli abbiamo chiesto di spiegarci più approfonditamente la produzione.

Alla nostra domanda di introduzione al disco, Tigri ci risponde così: “Ciao! Guarda secondo me questo album è come se fosse un piccolo romanzo di formazione. Il tema principale sono le relazioni, ed in particolare quelle amorose, di come ci confondono e ci estraniano. Il titolo è una rapina a mano armata ad una poesia di Montale che parla proprio di questo: di come il rapporto con l’altro sia di fatto un inafferrabile mistero, perché per quanto una conoscenza sia approfondita non potrà mai essere totale, resterà sempre qualcosa di oscuro e insondabile. Ogni canzone è un tassello che mi ha aiutato a capirlo, e se vuoi a mettermi il cuore in pace in merito.”

Bruxelloise

Ho voluto cominciare il disco con una canzone che parla di qualcosa che molti penso abbiano sperimentato nella vita. Una relazione si rompe perché uno dei due decide di cambiare tutto e andare via, lasciando l’amarezza lungo la scia della sua nuova strada. Cosa succederebbe se però questa persona tornasse?

Damasco

Damasco parla di illusione: così come San Paolo rimane folgorato sulla via di Damasco, anche a noi capita di rimanere folgorati da qualcosa che ha a che fare col divino. Purtroppo la prima qualità della folgore è quella di essere abbagliante, e non sempre ciò che si nasconde dietro è ciò che ci aspettiamo.

Metanfetamina

Ci sono persone che causano dipendenza, delle quali pensiamo di non poter fare a meno, che ci tirano su per poi buttarci giù. Chiudere con questa dipendenza non è facile, e un po’ come nei percorsi di disintossicazione, bisogna guardare con lucidità al reale stato delle cose. Cosa ci fa stare meglio? Cosa peggio?

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Estate

Io non sono il tipo da estate sulla playa con raggaeton a tutto volume, ahimè. L’estate è una stagione incredibile, racchiude il culmine della vita, il respiro prima del balzo: a me piace gustarne il momento immediatamente prima della sua fine, perché è lì che sento tutta la potenza della corsa che ho fatto prima.

Geisha

Ci sono un samurai e una geisha, due emblemi di virilità e femminilità. Ma la relazione è sempre e solo aderire a degli standard, a dei ruoli già scritti? Mi sono domandato spesso questa cosa, soprattutto relativamente a quelli che sono i rapporti di forza in una coppia. Questa canzone parla proprio di questo, di trovare e accettare un’alternativa alla mascolinità tossica.

Via del Corso

Questo pezzo strumentale è ispirato al periodo in cui ho vissuto a Roma e lavoravo nei negozi di Via Del Corso. Un po’ come altre vie “eleganti” delle altre capitali europee, ci trovi l’essenza di una città: c’è il lusso ma anche la povertà, la nobiltà e i clochard, i vecchi e i giovani. Mi piaceva l’idea di dedicarle qualche minuto e qualche accordo.

Salvare Simona

Questa canzone parla di egoismo, e di mansplaining: una ragazza soffre per via di un passato terribile e un ragazzo vuole aiutarla a tutti i costi, senza riuscire ad avere davvero l’empatia necessaria a comprenderne il dolore. Credere di poter salvare il prossimo è diverso dal farlo sul serio.

Enjoy

Enjoy è il brano più solare del disco a livello di contenuti, ed è anche uno dei più divertenti che ho registrato. Parla di una storia d’amore pura e semplice, a tratti ovvia quasi quanto l’idea di attraversare tutta la città con una macchina a noleggio pur di vedersi.

Elle

Ho voluto chiudere il disco con una canzone che parlasse di un amore totalizzante, che ci riempie la mente e le membra senza soluzione di continuità, al limite dell’ossessione. Musicalmente poi è il brano più “carico” di Serenata Indiana, mi piaceva l’idea di terminare questo disco con qualcosa che suonasse epico.